Cascata d'Arlaz

Cascata d’Arlaz – un percorso nel bosco quasi per tutti

Ci troviamo in Valle d’Aosta, precisamente in Valle d’Ayas, per raggiungere la cascata d’Arlaz. Questo luogo non è molto conosciuto dalla massa turistica, infatti qui regna la tranquillità, si sente solo lo scorrere dell’acqua.

Andiamo a scoprirlo….

La passeggiata inizia da Colle d’Arlaz dove troviamo un comodo parcheggio gratuito, si tratta più che altro di un grande slargo dove si può lasciare l’auto senza problemi.

Il Rus d’Arlaz

Dal punto dove abbiamo lasciato l’auto, partono diversi percorsi con gradi di difficoltà differenti, quello che porta alla cascata d’Arlaz affianca il canale o meglio “il Rus” dove scorre l’acqua.

Il Rus è un importante opera idraulica risalente al 14mo secolo voluto dalle genti e dai signori di Challand per lo sviluppo delle attività agricole. Oggi oltre a essere una risorsa idrica è anche un’attrazione turistica.

Il sentiero nel bosco

Il sentiero che porta alla cascata è largo e abbastanza pianeggiante, il tratto iniziale è un po’ difficoltoso dovuto alla presenza di ghiaia e pietre ma dopo pochi metri diventa più agibile, si trasforma in un percorso di terra battuta.

Proseguiamo all’ombra del bosco di conifere e latifoglie sempre a fianco al corso d’acqua che a tratti è calma e a volte impetuosa.

La presenza dell’acqua ha favorito lo sviluppo della fauna e della flora che in estate ci regala diverse varietà di piante e fiori.

Lungo il percorso si trovano infatti diversi pannelli esplicativi che mostrano le diverse specie vegetali che si possono incontrare durante la passeggiata.

La cascata d’Arlaz

Prima di arrivare alla cascata, in lontananza sentiamo già lo scrosciare dell’acqua, ci avviciniamo quasi intimoriti e a poca distanza ci fermiamo incantati dallo spettacolo davanti a noi.

I raggi del sole che filtrano tra i rami degli alberi e raggiungono gli schizzi d’acqua ci regalano i colori dell’arcobaleno.

Avvicinandoci alla cascata il percorso diventa bagnato e fangoso e in alcuni punti scivoloso, è presente anche un canale di scolo delle acque che attraversa il sentiero che bisogna superare. Il canale di scolo è largo circa 20 cm e poco profondo, non è difficile oltrepassarlo, serve solo attenzione.

Il sentiero a questo punto si stringe per passare a fianco alla turbolenza della cascata, ed è proprio qui il bello!

Ciò che rende questo luogo veramente speciale è l’effetto doccia prodotto dagli schizzi dell’acqua che si sprigionano nell’aria.

Lunghezza del sentiero

Partendo dal parcheggio di Colle d’Arlaz, il percorso fino alla cascata è lungo circa 600 m. e ci si impiega tra 15 e 30 minuti, ovviamente è soggettivo, dipende dalle soste per ammirare il panorama e scattare fotografie.

Per ulteriori informazioni sul percorso cliccate QUI

Accessibilità

Come vi ho già anticipato il sentiero è tutto in piano in terra battuta tranne la parte iniziale che presenta ghiaia e pietre. E’ facilmente percorribile a piedi, in bicicletta, con passeggini e anche con la carrozzina per disabili solo se fornita di propulsore elettrico. Nelle vicinanze della cascata il sentiero si presenta bagnato e fangoso però con attenzione si può passare. Personalmente, con il propulsore elettrico non ho avuto nessuna difficoltà a raggiungere la cascata d’Arlaz.

Il sentiero nel bosco continua…..

Per chi se la sente, oltrepassata la cascata, il sentiero prosegue per altri 40 minuti circa di cammino e porta al delizioso paesino di Orbeillaz.

Ovviamente, abbiamo proseguito la passeggiata nonostante alcune difficoltà.

Subito dopo la cascata d’Arlaz il sentiero è in parte lastricato in mattoni ma bagnato e scivoloso inoltre presenta una breve salita. In questo punto è stato necessario un aiuto per spingere la carrozzina. Proseguendo, il sentiero ritorna pianeggiante però poco più avanti ecco una discesa ripida ma fortunatamente breve che consente di passare sotto le condutture della centrale idroelettrica.

Ultimo sforzo, una salita con pietre abbastanza disconnessa, qui ho avuto problemi a salire, la ruota elettrica slittava e c’è voluto il fisico del mio accompagnatore per spingere la carrozzina.

Superato l’ultimo ostacolo, la passeggiata nel bosco riprende rilassata, il sentiero ritorna pianeggiante in terra battuta, si intravedono le distese di prati appena falciati e si sente un intenso profumo di resina mentre il corso d’acqua al nostro fianco ci fa strada fino a Orbeillaz.

2 Comments

  1. Complimenti per la bella e dettagliata descrizione! e grazie di cuore.
    Per quanto riguarda la carrozzina a propulsione ti riferisci anche al TriRide (io ho questo e in salita spesso non ce la fa).
    Sono appena stata in Sicilia occidentale, bellissima. Posso dare qualche indicazione se vuoi.
    Maria Antonietta Bàlzola (MI)

    1. Ciao Maria Antonietta, ti ringrazio molto, lo scopo di questo blog è proprio quello di dare informazioni sull’accessibilità su luoghi che ho visitato personalmente.
      Quando parlo di propulsore intendo proprio una ruota elettrica davanti alla carrozzina, come il Triride, appunto. Per affrontare le salite, serve un triride con una buona potenza e a volte non basta bisogna farsi aiutare.
      Per arrivare alla cascata, credo vada bene anche il tuo.
      Visto che sei stata in Sicilia e se hai soggiornato in un hotel accessibile sarebbe molto utile avere il nominativo, può sempre servire.
      Un abbraccio
      Mara

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